Sensori, tablet, elettroserrature e centraline sono state installate per trasformare alcuni spazi condivisi in luoghi che elaborano dati in tempo reale e forniscono servizi in cloud. L’apertura delle aule è gestita attraverso elettroserrature in rete, l’ingresso degli studenti avverrà con un QR-code che consentirà di calcolare in tempo reale il numero dei presenti, comunicando con un sensore che monitora la qualità dell’aria e invia informazioni utili per gli impianti di climatizzazione. Dopo l’identificazione, si attivano anche gli accessi alla rete wi-fi, grazie agli access Point installati. Tutti i dati vengono elaborati attraverso server in cloud. Gli studenti hanno anche a disposizione nuovi totem multimediali per fruire dei servizi dell’Università.

La sperimentazione

Il sistema in corso di sperimentazione, può essere replicato e potrebbe consentire di monitorare e gestire l’afflusso degli utenti alle diverse aree del campus tramite sistemi app di identificazione. In questo modo sarà possibile controllare l’accesso a biblioteche, mense, e aule studio. Punto centrale del progetto sono la salute e la qualità della vita di studenti, docenti e personale universitario, partendo dal monitoraggio costante della qualità dell’aria, passando per la gestione in App di tutta la vita nel campus, nel rispetto totale della privacy di tutti.

L’Oms e la qualità dell’aria

A portare queste innovazioni è Softec, leader nel settore delle tecnologie digitali, partner di questo ambizioso progetto destinato a rivoluzionare l’esperienza di studio e lavoro nei campus. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, a causa dei crescenti livelli di inquinamento, si stima che circa il 99% della popolazione respiri aria non pulita, ponendo l’ambiente in cui viviamo e l’aria che respiriamo al centro del nostro benessere, con conseguenze sul comfort, sulla concentrazione e sulla produttività.

Softec e il sistema sensori IoT

Per tale ragione Softec ha scelto di creare un sistema di sensori ‘IoT’ in grado di monitorare e ottimizzare la qualità dell’aria all’interno del campus universitario, tarato anche sul numero di persone presenti all’interno della stessa stanza e con una comunicazione in diretta dei tassi di salubrità di un ambiente.

Furoni: “Come funziona il sistema IoT”

“L’ambiente e l’aria che respiriamo hanno un impatto significativo sul livello di concentrazione e sulla produttività scolastica degli studenti e di tutto il personale scolastico. – ha dichiarato Massimo Furoni, Chief Digital & Strategy Officer di Softec -. I dati di benessere ambientale raccolti con la sensoristica IoT installata nel Campus consentiranno di visualizzare in una dashboard analitica una serie di KPI e assumere decisioni consapevoli per regolare al meglio l’affluenza nelle aule, i sistemi di ventilazione e le temperature, garantendo così la migliore qualità dell’aria. I dati che emergono sono utili per indurre comportamenti più consapevoli sotto il profilo del rispetto ambientale. Tutto questo confluisce nella messa in campo di una serie di strategie per migliorare l’esperienza universitaria”.

“Crediamo fermamente che il benessere degli studenti possa essere immensamente potenziato attraverso l’innovazione tecnologica – ha concluso Furoni -. Questo progetto non è solo un investimento nel futuro dell’educazione, ma anche nel futuro della nostra società”.

Il progetto S3 Campus

Il progetto ‘S3 CAMPUS – SHARING, SMART AND SUSTAINABLE CAMPUS’ ha come obiettivo la promozione dell’innovazione tecnologica e della mobilità green all’interno dei due atenei di Palermo e Catania attraverso quattro skills principali: intermodalità e condivisione tramite un sistema integrato, sostegno didattico virtuale, gestione smart dei parcheggi e identificazione digitale. Il progetto ‘S3 CAMPUS’ è finanziato dalla Regione Siciliana attraverso i fondi Poc e realizzato da una compagine associativa che vede come capofila Acea e che comprende anche: Cerisvi, Colombo, Gap, GruppoMega, Europrosvi, LiveSicilia, Softec SpA e le Università di Catania e Palermo.

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